Eufemia

Ideazione e coreografia: Giorgia Lolli
Con: Sophie Claire Annen, Vittoria Caneva, Giorgia Lolli​

Progetto vincitore del Bando Abitante Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e Fondazione CR Firenze.

Selezionato per la Vetrina della Giovane Danza d’Autore 2021, azione del Network Anticorpi XL.

Produzione: Anghiari Dance Hub 2020

Con il sostegno di: SdFactory Laboratorio Creativo (Reggio Emilia) e blueFACTORY (Friburgo, CH).

Eufemia, dal greco, colei che parla bene, o colei di cui si parla bene, è una creazione per tre giovani donne e una macchina da scrivere. È la prima creazione di Giorgia Lolli come maker ed è ispirata alle teorie della sex positivity e della radical softness, con un tocco autobiografico da parte del team di collaboratrici – orgogliosamente tutto al femminile. Una visione non romantica del Romanticismo incontra la nostalgia per epoche mai vissute. In scena, una visione non romantica del Romanticismo incontra la nostalgia per epoche mai vissute. Arredando le stanze di un mondo utopico, le performer costruiscono – tra l’astratto e il concreto – una dimensione in cui tutto diventa allo stesso tempo soggetto e cornice. Coltivano un “imperfezionismo” privo di approssimazioni, che apre a nuove possibili vedute e sviste.​

Eufemia: celeste, lunatica, eloquente, intima, sofisticata, leggera. È tutto quello che decidi che sia.

Dal disegno coreografico congelato in preziosi stop, alla teatralità che esplode quando l’interprete si siede sul filo della ribalta. Dalla raffinatezza di un cimelio meccanico della grande industria italiana al pop del più sdolcinato e più caldo fra i refrain di Elvis. Scarti continui, agganci, coinvolgimenti a sorpresa o sulle tracce dell’empatia, nel gioco cross-over che mescola i linguaggi, e costringe lo spettatore a ingegnarsi nella ricerca di un senso, una coerenza, una apertura e una soddisfazione. Ciò che poi si porterà a casa. continua a leggere

Roberto Canziani

La parola, che è segno grafico dove ogni lettera si lega all’altra tramite connessioni invisibili, si fa scrittura dattilografica e si muta in linguaggio corporeo. La ricercata densità con cui i corpi danzano precisi e puntuali non sazia mai la visione, l’intreccio dei contatti e degli sguardi ridetermina continuamente il rapporto tra le tre danzatrici, le quali si esprimono con atteggiamenti che ci ricordano i giochi dell’infanzia e ci suggeriscono una piacevole dimensione intima e sensuale. continua a leggere

Matilde Cortivo

Non vi è una storia sola in quella macchina da scrivere, e tra quei giochi con un calzino Adidas, ma tantissime. E tantissime altre sono quelle che si creano dopo il confronto con lo spettatore che vi ricerca la propria storia. Ognuno di noi trova la sua Eufemia nello spettacolo, o in Eufemia ritrova direttamente sé stesso. continua a leggere

Emanuela Giorgianni

Entra dalla porta principale una femminilità tutta da scoprire ed eventualmente da perfezionare al cospetto delle cose e degli occhi, della mente che intendono connotarle. La realtà è tridimensionale, è in una parola ineffabile. Eufemia dice, Eufemia subisce le parole, Eufemia è. continua a leggere

Giusi Arimatea

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