Chi sono

Sophie Claire Annen

Espressione

I miei servizi e la mia medicina nascono da chi sono, sono la mia esperienza incarnata.

Sono nata in Ticino, Svizzera, in una famiglia che mi ha insegnato a perseguire ciò in cui credo, che mi ha invitato a uscire dalla mia zona di comfort, a mantenere la mente aperta e che fin da piccola mi ha introdotto alla spiritualità.

Grazie all’educazione ricevuta, ho potuto sperimentare, scoprire e scegliere tra diverse forme di espressione fin dall’infanzia.

In casa, la musica è sempre stata presente, in ogni celebrazione e durante ogni viaggio.

A quattro anni mi trovavo già sul palco, recitando e cantando canzoni scritte da mio padre: adorando la sensazione e arrossendo alla quantità di attenzione ricevuta.

Per molto tempo ho cercato di dare senso a questa dualità che vive in me: la capacità di essere estremamente leggera e giocosa, e allo stesso tempo incontrarti nelle profondità più intime; l’essere sicura di me e assertiva, e allo stesso tempo confrontarmi con profonde insicurezze e con il desiderio di compiacere gli altri.

Solo quando ho imparato ad abbracciare tutte queste parti di me come un tutt’uno, come un dono attraverso cui sono in grado di sostenere e contenere le persone e i loro vissuti, ho smesso di cercare di capire perché oscillassi da un estremo all’altro.

Body

Corpo

La relazione con il mio corpo è ciò che mi ha portata dove sono oggi. Un rapporto che si è sempre riflesso nelle relazioni personali e in ogni ambito della mia vita.

Anche come danzatrice professionista, per anni ho odiato il mio corpo: l’attenzione indesiderata che riceveva dagli uomini, eppure apparentemente mai abbastanza per essere incontrato con amore o riflesso negli specchi della sala di danza.

Un tempo, il mio modo di affrontare il conflitto interiore e dolore che sentivo era quello di anestetizzarli, così da non sentire. Il corpo era il mio principale strumento, eppure ero completamente dissociata da esso, spaventata all’idea di affrontare il potere che vi abitava.

Le mie relazioni personali erano caratterizzate da mancanza di rispetto, autenticità e comunicazione. Avevo muri intorno al cuore, terrorizzata all’idea di aprirmi completamente e di essere accolta, pur desiderandolo più di ogni altra cosa al mondo. Il mio senso di sé dipendeva esclusivamente dal riconoscimento esterno, che esso fosse presente o meno.

Salire sul palco mi permetteva di sentire la sicurezza che non provavo nella vita quotidiana, come se lì mi fosse concesso. Nell’intimità, la performance si traduceva in una capacità di trasformarmi nella versione più adatta alla persona che avevo di fronte, così da compiacerla.

Amore

In sostanza, la mia vita sarebbe potuta essere scandita dai momenti in cui ho percepito l’amore come qualcosa di esterno a me, irraggiungibile e destinato solo agli altri.

Ricordo esattamente il momento in cui ho deciso che non sarebbe più stato così. All’ennesima separazione, trascorsa a piangere disperatamente sul divano per una giornata intera, con un dolore lancinante al petto, ho fatto una promessa a me stessa.

Mi sono promessa di smettere di basare il mio valore sul mondo esterno e di iniziare a trattarmi con la stessa cura e rispetto che riservavo agli altri.

Da quel momento ho dovuto affrontare tutti i modi in cui mi ero abbandonata e sacrificata, senza onorarmi né rispettarmi. Ho dovuto prendere consapevolezza di tutte le abitudini, forme pensiero e dipendenze che governavano la mia vita fino a quel momento. Ho dovuto guardare le mie ombre e riconoscere il mio stesso ruolo nella sofferenza, assumendomene la responsabilità.

Da allora lavoro con devozione e profondità sulla relazione con me stessa, con il mio corpo, il mio movimento, la mia femminilità. Con la mia interezza.

Attraverso questo processo, ho ristabilito la fiducia nella mia capacità di prendere delle decisioni, ho imparato a porre confini più sani, a mantenere la parola con me stessa e vivere in integrità con essa. Mi sono rivolta verso l’interno, ascoltando con presenza, pazienza e amore – quell’amore che ho sempre desiderato. Ho imparato a sintonizzarmi con il corpo e a fidarmi dei suoi sussurri, a non fuggire dalle sensazioni e dal potere che risiede in ognuno di noi, ma a restare e accoglierlo pienamente.

Oggi, espressione, cura del corpo e amore sono le fondamenta del mio lavoro nel mondo.

Creo contenitori esperienziali sotto forma di ritiri, programmi online e sessioni individuali, in cui; al corpo viene dato spazio e fornito ascolto; all’intero sistema viene insegnato cosa significa sentirsi al sicuro; al cuore viene permesso di sentire.

La mia esperienza nella danza – dall’insegnamento a persone con Parkinson, alla creazione coreografica per scuole di danza e circo, fino alla conduzione di una compagnia con danzatori con Sindrome di Down, alla facilitazione di processi creativi e alla guida di gruppi durante ritiri – mi ha insegnato a sostenere una grande varietà di processi, rivelandomi la bellezza e la vastità dell’esperienza umana.

Presto particolare attenzione all’accessibilità delle mie proposte, pur mantenendo ciascuno responsabile di sé stesso, senza vedere i limiti come restrizioni, ma come pozzi di nuove, uniche possibilità.

Sono qui per mostrarti la via di ritorno alla tua essenza, all’amore - a te - affinché tu possa abitare la tua verità nella voce, nel movimento, nelle relazioni e nella vita. Le mie proposte sono un’occasione per espandere l’idea di ciò che è possibile nella tua realtà, creando un nuovo punto di riferimento impresso nel corpo.

Benvenuto/a in uno spazio in cui l’espressione diventa pratica, in cui la performance diventa uno strumento per incontrarti dove non avresti osato; dove il sentire, la connessione e la vulnerabilità sono onorati; dove la sensualità è sacra; dove presenza, ritualità e consapevolezza si intrecciano.